{"id":1345,"date":"2016-03-14T23:04:17","date_gmt":"2016-03-14T22:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.irisroma.org\/wp\/?p=1345"},"modified":"2017-02-28T17:17:01","modified_gmt":"2017-02-28T16:17:01","slug":"incontro-del-7-marzo-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/incontro-del-7-marzo-2016\/","title":{"rendered":"Incontro del 7 Marzo 2016"},"content":{"rendered":"<h4>5\u00b0 incontro: 07\/03\/2016<\/h4>\n<h5><em><strong>&#8220;Dei progetti, del tempo, delle relazioni&#8230;&#8221;<\/strong><\/em><\/h5>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p>Oggi non siamo molte, parecchie defezioni arrivano nelle ultime 12 ore per via di effetti collaterali delle terapie. Iniziamo l\u2019incontro con due sole pazienti, ne arrivano in ritardo altre due.<br \/>\nOggi per\u00f2 \u00e8 un giorno speciale, abbiamo programmato un incontro tra le pazienti del gruppo dello scorso anno e quelle di quest\u2019anno: ci sono 8 splendide donne a confronto, 4 che stanno affrontando il proprio percorso di malattia, 4 che hanno terminato le loro cure e sono pronte a raccontarsi e a testimoniare la propria esperienza a chi sta ancora cercando tanta forza e tanto coraggio dentro e fuori di s\u00e9.<\/p>\n<p>Il confronto tra le presenti \u00e8 molto dolce. Si articola su toni morbidi e voci pacate. Ciascuna mette in campo il suo: L. parla dell\u2019importanza della motivazione, della voglia di vivere, di accettare le cose cosi come vengono\u2026S. invece parla di un s\u00e9 in evoluzione, in trasformazione. Dice che lavora tanto su se stessa, ogni giorno, per tirare fuori quello che ha dentro. Parla per\u00f2 anche della fatica, delle difficolt\u00e0, degli ostacoli che nel quotidiano rendono questo lavoro cosi duro.<\/p>\n<p>V., una delle \u201cvecchie\u201d pazienti, chiede a S. cosa la blocca, se la malattia o altro\u2026 \u201cil dolore psicologico e il dolore fisico\u2026sono cose che sono stanca di provare, che non vorrei pi\u00f9 provare\u201d. Ancora una volta il dolore, la fatica, emergono come elementi di difficolt\u00e0, di paralisi, in queste donne cosi piene di speranza ma anche di paura.<\/p>\n<p>R. racconta alle pazienti la sua esperienza, le difficolt\u00e0 che ha avuto ad aprirsi, ad affidarsi, a rendersi conto che aveva bisogno di essere sostenuta. E poi racconta di quanto sia importante per lei prendersi cura innanzitutto di se stessi\u2026seminare e poi raccogliere , riflettere e poi condividere. Regala a tutte le presenti una bustina di semi di vari fiori da piantare, il suo modo per portare al gruppo la speranza, il suo modo di testimoniare quanto sia importante seminare e poi saper aspettare che nascano i frutti. \u201cSe seminiamo, qualcosa di buono nascer\u00e0 sempre\u201d.<\/p>\n<p>Ci troviamo a parlare anche della differenza di \u201cpartecipazione\u201d tra i due gruppi: a parte le oggettive difficolt\u00e0 di partecipazione per chi sta completando dei cicli di chemioterapia, ci feriamo a riflettere su una differenza sostanziale, che ha a che fare con la capacit\u00e0 di creare legami, di stringere rapporti, di progettare amicizie. Chi fa terapie, vive ancora pienamente quel lutto della progettualit\u00e0 &#8211; tipico delle nostre pazienti -che non consente loro di immaginarsi nel futuro, e che impedisce di conseguenza qualsiasi tipo di \u201cinvestimento nel tempo\u201d; i legami rappresentano un \u201cpericolo\u201d, l\u2019incertezza del futuro rende difficile stringere relazioni significative.<\/p>\n<p>La scoperta di se stessi, dunque, una ricerca verso l\u2019interno che parallelamente genera un rallentamento della progettualit\u00e0 e della proiezione in un tempo futuro. Questo movimento psichico \u00e8 ci\u00f2 che dara vita ad una persona nuova, ad una donna che dopo la malattia vivr\u00e0 per prendere tutto, senza lasciare pi\u00f9 nulla di ci\u00f2 che la vita le offrir\u00e0.<\/p>\n<p>S. ci fa commuovere quando porta la sua testimonianza: \u201csono morta il 6 novembre, e sono rinata il 6 novembre\u201d\u2026 La diagnosi rappresenta ancora oggi per tante donne una sentenza di morte, una condanna. Ma pu\u00f2 trasformarsi e diventare una rinascita, un punto di partenza per un s\u00e9 tutto nuovo, per una vita diversa, e forse pi\u00f9 ricca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5\u00b0 incontro: 07\/03\/2016 &#8220;Dei progetti, del tempo, delle relazioni&#8230;&#8221; Oggi non siamo molte, parecchie defezioni arrivano nelle ultime 12 ore per via di effetti collaterali delle terapie. Iniziamo l\u2019incontro con due sole pazienti, ne arrivano in ritardo altre due. 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