{"id":1179,"date":"2015-12-27T18:24:44","date_gmt":"2015-12-27T17:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.irisroma.org\/wp\/?p=1179"},"modified":"2017-02-28T17:21:29","modified_gmt":"2017-02-28T16:21:29","slug":"incontro-del-19-gennaio-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/incontro-del-19-gennaio-2015\/","title":{"rendered":"Incontro del 19 Gennaio 2015"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Quinto incontro del nostro gruppo. Le donne, ormai legate da qualcosa che le rende uniche e speciali, ci fanno dono oggi di un nuovo pezzetto della loro storia. Il <span class=\"s1\">\u201c<\/span>compito<span class=\"s1\">\u201d <\/span>loro assegnato la volta scorsa era quello di portare al gruppo uno o pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>oggetti che fossero rappresentativi del loro percorso di cura, e di scrivere, naturalmente, le loro riflessioni in merito.<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RFjcd_d2PhY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<h4 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">U., che per motivi di lavoro non ha pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>modo di partecipare ai nostri incontri, <\/span><\/h4>\n<h4 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">ci scrive una lettera:<\/span><\/h4>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><blockquote class=\"text-normal shortcode-blockquote\"><p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><span class=\"s1\">\u201c<\/span><i>Carissime, come gi\u00e0 sapete non sar\u00f2 fisicamente presente al vostro incontro di gennaio, ma voglio dire la mia anche se mi rendo conto di essere un po&#8217; fuori tema con questo mio scritto. Voi chiedete di portare un oggetto che sia rappresentativo di emozioni legate alla malattia. \u00a0Penso che sia troppo scontato far assurgere a simbolo una parrucca o una sacca per la stomia, ma anche \u00a0attribuire valore scaramantico e terapeutico al gattino di pelouche sostituto dei due veri, lasciati a casa. Dovrei portare non un oggetto, ma una sensazione che arricchisce ancora oggi il portafoglio dei miei valori. La sensazione di essere sganciata da mille ragnatele, senza valori condizionanti, se non quelli di libert\u00e0, libert\u00e0 dalle cose, dagli affetti, dalla malattia, dalla vita&#8230;Una sensazione potente di immortalit\u00e0! Vi abbraccio tutte soprattutto chi \u00e8 stata poco bene<\/i><span class=\"s1\">\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<\/blockquote><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Inizia la condivisione V., e ci presenta due oggetti significativi: un rosario (che non pu<span class=\"s1\">\u00f2 <\/span>portare con s<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>perch<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>ne ha fatto dono ad una donna con cui ha condiviso un ricovero), ed un santino di Padre Pio, a cui sente di essere devota anche per aver ricevuto da lui in dono <span class=\"s1\">\u201c<\/span><span class=\"s2\"><i>una specie di miracolo<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u2026\u201d <\/span>relativo ad alcune sue importanti scelte di vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">R. <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>la seconda. Ha portato con s<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>tre oggetti, come ci racconta, il primo <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>relativo alla prima malattia, il secondo alla recidiva, il terzo oggetto invece <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>un minimo comune denominatore tra i due, una costante. Il primo oggetto <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>un gomitolo di lana (poich<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>nella prima malattia non faceva altro che preparare sciarpe e cappelli<span class=\"s1\">\u2026<\/span>), il secondo oggetto sono delle capsule di caff<span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>schiacciate, poich<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>durante la seconda malattia, R. ha imparato l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>arte del riciclo creativo, ed ha iniziato a creare bellissimi gioielli con le cialde del caff<span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>riciclate (ne ha fatto dono a tutte le partecipanti al gruppo per Natale). Il terzo ed ultimo oggetto <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>un libro di Tiziano Terzani, <span class=\"s1\">\u201c<\/span>Un altro giro di giostra<span class=\"s1\">\u201d<\/span>, che lei descrive come <span class=\"s1\">\u201c<\/span><span class=\"s2\"><i>un libro che insegna che ciascuno di noi deve coltivare quella capacit\u00e0 di saper vedere che oltre la malattia e il buio, c\u2019\u00e8 anche dell\u2019altro\u2026che bisogna andare oltre<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u201d<\/span>. Dopo aver presentato gli oggetti, ci legge il suo primo scritto dall<span class=\"s1\">\u2019<\/span>inizio del nostro percorso, e sorridendo ci dice che ora che ha iniziato non riesce pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>a fermarsi! Ricorda al gruppo che lei aveva perso (o credeva di aver perso!) la capacit<span class=\"s1\">\u00e0 <\/span>di scrivere, poich<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>da sempre scriveva solo e sempre di cose brutte, tristi<span class=\"s1\">\u2026<\/span>e siccome qui nel gruppo era serena, e la malattia l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>aveva nella sua testa messa da parte, non riusciva a scrivere pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>nulla. Poi, ci racconta, l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>altro giorno ha iniziato di getto, e ora non riesce a fermarsi. Si rende conto solo ora che sta iniziando adesso ad elaborare la malattia<span class=\"s1\">\u2026<\/span>Ora decide di entrare davvero nel gruppo mettendo in gioco se stessa e le sue emozioni<span class=\"s1\">\u2026<\/span>Per lei <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>un punto di non-ritorno. E, aggiungo, anche per noi, tutte commosse dalla <span class=\"s1\">\u201c<\/span>prima volta<span class=\"s1\">\u201d <\/span>di R.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">C. prende il testimone, e ci legge il suo prezioso contributo: <span class=\"s2\"><i>\u201c\u2026Fino a questa mattina non ero riuscita a scrivere nulla, poi mentre ero in cucina a trafficare, ho aperto la finestra e mi sono sentita un\u2019ondata di caldo addosso, come invasa dal sole\u2026e allora ho sentito l\u2019ispirazione, ed ho iniziato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ascrivere!<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u201d<\/span>. Non ha portato con se nessun oggetto, il suo simbolo, dice, <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>stato suo marito<span class=\"s1\">\u2026<\/span>per loro la malattia <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>stata un nuovo modo di stare insieme, di condividere, di parlare. La malattia li ha uniti, l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>amore quindi <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>il simbolo che la rappresenta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">T., vulcanica come sempre, fa dono a tutte noi di una copia del suo libro <span class=\"s1\">\u201c<\/span><span class=\"s2\"><i>Il Gran Premio della Vita<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u201d<\/span>, con tanto di dedica personale dell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>autrice! Ci racconta che durante la sua malattia ha iniziato a distaccarsi dalle cose materiali, dagli oggetti, ed ha sviluppato invece un grande attaccamento alle persone. Per questo non ha avuto un oggetto-simbolo durante il suo percorso di cura, anzi, dice, <span class=\"s1\">\u201c<\/span>ho approfittato per buttare un bel po<span class=\"s1\">\u2019 <\/span>di cose<span class=\"s1\">\u201d<\/span>. L<span class=\"s1\">\u2019<\/span>unica cosa che <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>rappresentativa per lei <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>il suo primo viaggio con la malattia, e con le sue amiche, e simbolo di quel viaggio <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>Juliette (un manichino che ha acquistato durante un viaggio a Parigi con le amiche, e che con amore ed ironia ha portato con s<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>dalla Francia fino a farlo rivivere nella sua casa).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Divertente il dialogo tra T. e V. che, incuriosita dalla storia di Juliette, le chiede: <span class=\"s2\"><i>\u201c\u2026aspetta, spiegami meglio senn\u00f2 ti prendo per matta! E\u2019 affascinante sapere perch\u00e9 ti sei affezionata a questo manichino\u2026!<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u201d<\/span>. Cosi T. ci racconta la storia del suo <span class=\"s1\">\u201c<\/span>amore a prima vista<span class=\"s1\">\u201d <\/span>con questo manichino di bamb<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>(si tratta in realt<span class=\"s1\">\u00e0 <\/span>di un servo muto), che ha incontrato nel castello di Uss<span class=\"s1\">\u00e9<\/span>, e che ha deciso di non lasciare pi<span class=\"s1\">\u00f9<\/span>. Ci ha portato anche delle foto di Juliette, che ha vestito, e alla quale ha messo un volto ed una parrucca (regalati da una coppia di amici). T. ci legge, per concludere, una poesia dedicata a Juliette.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Certo pu<span class=\"s1\">\u00f2 <\/span>sembrare un po<span class=\"s1\">\u2019 <\/span>bizzarro il racconto di T. per chi legge queste righe. Ma, per fugare ogni dubbio, precisiamo che non si tratta di follia, n<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>di eccentricit<span class=\"s1\">\u00e0<\/span>. T. ha trovato in Juliette un punto di riferimento stabile, significativo, certa che non sarebbe mai scappata, che non l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>avrebbe lasciata sola, che non avrebbe avuto paura della sua malattia e dei suoi momenti pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>bui. Certa che non l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>avrebbe fatta soffrire. Forse di questo aveva bisogno T. in quel momento della sua Vita, ed <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>questo che il cuore ha cercato e desiderato trovare. Poich<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>nel dolore tutti abbiamo bisogno di condivisione, di legami, di affetti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">E<span class=\"s1\">\u2019 <\/span>il turno di M., il suo oggetto <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>un borsellino pieno di rosari di ogni tipo che le persone le portavano in negozio e le regalavano augurandole di guarire. Una notte, ci racconta, mentre era ricoverata si <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>trovata davanti tanti angeli, uno dei quali aveva il volto di suo padre. Da quel giorno <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>stata bene, si <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>sentita accompagnata. Quando M. racconta degli angeli, le altre donne si commuovono, T. racconta della sua personale esperienza con gli angeli di Lourdes e ci addentriamo nel tema della religione e dell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>importanza che per molti ha la fede nell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>affrontare la malattia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">V. ci legge oggi quanto scritto la volta scorsa sul tema <span class=\"s1\">\u201c<\/span>La malattia. Cosa mi ha dato, cosa mi ha tolto<span class=\"s1\">\u201d<\/span>, poich<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>non aveva potuto partecipare all<span class=\"s1\">\u2019<\/span>incontro. Ci dice che pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>che la parola <span class=\"s1\">\u201c<\/span>cancro<span class=\"s1\">\u201d<\/span>, <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>stata la parola <span class=\"s1\">\u201c<\/span>chemio<span class=\"s1\">\u201d <\/span>che l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>ha turbata e con la quale ha dovuto imparare a convivere. Non si aspettava di doverla fare, i medici le avevano detto, dopo l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>intervento, che era tutto a posto e che non avrebbe dovuto fare pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>nulla. Ha scoperto di dover fare la chemioterapia il giorno in cui, serena e ignara, le hanno riferito dell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>esame istologico e l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>hanno informata che avrebbe dovuto iniziare subito le terapie.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Da questo racconto di V. parte un filone di discussione importante le per le donne presenti, che <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>il tema della comunicazione, di come i medici a volte parlino con le pazienti senza rendersi conto che hanno il potere enorme di massacrarle, di annientarle.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span style=\"color: #333333;\"><span class=\"s3\">Anche P. racconta la sua esperienza, operata mentre la figlia era di rientro dall<\/span><span class=\"s1\">\u2019<\/span><span class=\"s3\">estero per un viaggio con la scuola, si <\/span><span class=\"s1\">\u00e8 <\/span><span class=\"s3\">trovata in macchina con lei<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mentre <\/span><span class=\"s1\">\u201c<\/span><i>al telefono, senza troppi preamboli e nessuna domanda su dove fossi e se potessi in quel momento parlare, mi hanno detto che avrei dovuto fare chemioterapia. Mi sono sentita le gambe mancare, la sensazione improvvisa di vuoto, di smarrimento, di confusione\u2026e non potevo dire nulla a mia figlia<\/i><span class=\"s1\">\u201d<\/span><span class=\"s3\">. Riferisce che quando ha fatto presente al medico che la chiamava che forse avrebbe dovuto valutare meglio se fosse il caso o meno di dire quelle cose in quel dato momento, si <\/span><span class=\"s1\">\u00e8 <\/span><span class=\"s3\">sentita rispondere <\/span><span class=\"s1\">\u201c<\/span><i>siete tante, non possiamo sapere dove siete tutte voi quando vi chiamiamo<\/i><span class=\"s1\">\u201d<\/span><span class=\"s3\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Le pazienti ci chiedono esplicitamente e con forza di portare questo messaggio a tutti i medici con cui quotidianamente ci confrontiamo, proprio nell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>ottica di aiutare le altre pazienti, donne che come loro riceveranno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>questo tipo di comunicazioni, a non essere travolte dalla drammatica notizia dell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>esito di un esame istologico, o dell<span class=\"s1\">\u2019<\/span>inizio di una chemioterapia, con la sensazione di morire in un momento. La comunicazione <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>certo uno strumento importantissimo ed imprescindibile nella relazione medico-paziente; non si tratta solo di <span class=\"s1\">\u201c<\/span>dire<span class=\"s1\">\u201d <\/span>le cose, quasi come per assolvere ad un compito, ad un impegno, ad un dovere<span class=\"s1\">\u2026<\/span>si tratta di trasmettere, di comunicare empaticamente, di dedicare tempo a chi in quel preciso momento ha la sensazione di non averne pi<span class=\"s1\">\u00f9<\/span>, di chiarire, di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>motivare, di contenere.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">C. infine ci legge il suo scritto. Il suo simbolo <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>il cappello, che durante le terapie (cosi come nel nostro primo incontro di gruppo), <span class=\"s1\">\u201c<\/span><span class=\"s2\"><i>\u2026copriva tutto, testa e collo!<\/i><\/span><span class=\"s1\">\u201d<\/span>. Lo usava, dice C., per essere invisibile, per sentirsi protetta. Non aveva mai comprato cappelli prima della malattia, pensava non le stessero bene. Oggi invece ne ha tanti, li compra, li indossa, li cambia<span class=\"s1\">\u2026<\/span>forse oggi non le servono pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>ad essere invisibile, ma ad essere vista.<\/span><\/p>\n<h4 class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Ci lasciamo con un nuovo <span class=\"s1\">\u201c<\/span>compito per la prossima volta<span class=\"s1\">\u2026<\/span>e con l<span class=\"s1\">\u2019<\/span>idea, nata oggi dalle presenti, di programmare una serata di gruppo (qualcuna propone addirittura un weekend!). Forse davvero sono donne un po<span class=\"s1\">\u2019 <\/span>diverse oggi, che nel confronto si sono arricchite reciprocamente delle esperienze altrui, e che hanno messo in discussione molto pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>di quanto avrebbero pensato.<\/span><\/h4>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n<h4 class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/h4>\n<h4 class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Storia di un manichino (Juliette)<\/span><\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><blockquote class=\"text-normal shortcode-blockquote\"><p><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">Da diversi mesi ti cercavo invano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">Poi ti ho vista, subito ho detto:<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><span class=\"s1\">\u201c<\/span>finalmente ti ho trovata<span class=\"s1\">\u201d<\/span>!<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">Te ne stavi l<span class=\"s1\">\u00ec<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">tra tanti altri oggetti<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">di un negozio di souvenir del castello di Uss<span class=\"s1\">\u00e9<\/span>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">Imballata con cura<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">all<span class=\"s1\">\u2019<\/span>aeroporto ci hanno separate,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">durante il volo temevo per la tua incolumit<span class=\"s1\">\u00e0<\/span>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">All<span class=\"s1\">\u2019<\/span>arrivo bagagli,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">quando ti ho rivista,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">ho capito che non ci avrebbero pi<span class=\"s1\">\u00f9 <\/span>divise.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">Oggi vegli i miei sonni<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">e custodisci i miei sogni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><em>Juliette<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<\/blockquote><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"Apple-converted-space\" style=\"color: #333333;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Non ho un oggetto rappresentativo della malattia. Anzi, in quel periodo, ho iniziato a distaccarmi dagli oggetti e a <span class=\"s1\">\u201c<\/span>far pulizia<span class=\"s1\">\u201d<\/span>, buttandone molti.\u00a0Avevo capito che per me contavano le persone e le emozioni dei momenti che potevo vivere. Da qui il progressivo distacco da tutto ci<span class=\"s1\">\u00f2 <\/span>che <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>materiale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Oggi c<span class=\"s1\">\u2019\u00e8 <\/span>un oggetto cui sono affezionata perch<span class=\"s1\">\u00e9 <\/span>cercato e trovato durante un viaggio che ho fatto con le mie amiche dopo la malattia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Si tratta di Juliette, un manichino che ho incontrato nel castello di Uss<span class=\"s1\">\u00e9<\/span>. A lei ho dedicato una poesia ed oggi troneggia nella mia camera da letto.\u00a0L<span class=\"s1\">\u2019<\/span>ho fotografata insieme a <span class=\"s1\">\u201c<\/span>Principessa d<span class=\"s1\">\u2019<\/span>Oriente<span class=\"s1\">\u201d<\/span>, altro manichino nato durante il viaggio in Cina grazie alla complicit<span class=\"s1\">\u00e0 <\/span>della stessa amica con cui tanto ho condiviso e che mi <span class=\"s1\">\u00e8 <\/span>stata accanto con discrezione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\">Ora anche loro fanno parte del nostro gruppo di scrittura terapeutica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #333333;\"><\/p>\n<div class=\"hr-thin\"><\/div>\n<p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5\u00b0 Incontro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":726,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1,20],"tags":[],"class_list":["post-1179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-oncologia-ginecologica","category-scrittura-terapeutica","category-1","category-20","description-off"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.irisroma.org\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/scrittura-terapeutica-scaled.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1179"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1450,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179\/revisions\/1450"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.irisroma.org\/per-le-donne-per-la-vita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}